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I coltelli storici sono minuziose e fedeli riproduzioni di coltelli antichi, curate nei minimi dettagli.
Vengono eseguiti da Fontani seguendo gli antichi e tradizionali metodi di lavorazione, garantendone così un’esecuzione perfetta. Il risultato è un coltello che racconta una storia, un luogo e una cultura per i quali è stato pensato e realizzato…

  • Tipico coltello da offesa romagnolo, probabilmente originario della zona di Ravenna. La Saracca è un coltello risalente alla metà del XIX secolo, quando questi venivano regolarmente utilizzati durante le risse, nonostante le leggi di allora già ne proibissero il porto. La lama presenta uno scolasangue mentre la molla è a tre "scrocchi".

  • Questo coltello siciliano prende il nome da Salaparuta, dove un tempo veniva fabbricato. Le principali caratteristiche del Salitano sono l’affinatezza del manico e della lama particolarmente elaborate e un puntale di ottone ,alpacca o avorio a forma di stivaletto calzato all’estremità inferiore del manico; è inoltre munito di una molla con funzione “a cricco” molto robusta. Si conoscono esemplari di grandi dimensioni ed alcuni sono muniti, come quello riprodotto ,di una levetta laterale che premuta con il pollice provoca lo sblocco della lama

  • Il Romano Antico rappresenta il coltello del popolo che per mentalità era abituato a ricorrere al coltello per affermare fortemente le proprie ragioni, a volte anche per futili motivi. Rispecchia il tipico coltello da portare costantemente “in saccoccia” , era considerato l’amico più fedele. La lama è ovviamente appuntita, la molla auto bloccante gli consente di essere un arma ad uso offensivo a tutti gli effetti. Il manico realizzato in corno pieno non era solo decorato ma anche studiato per conferire un ottima presa. La lama è realizzata con degli “scola sangue” su ogni facciata , stupisce più di ogni altra cosa la leggerezza di questo manufatto che a mala pena si sente in tasca. L’avvento delle leggi dello stato italiano che proibivano i coltelli a punta ne limitarono la diffusione portando pian piano alla scomparsa di questo esemplare ovviamente da noi tenuto in vita.

  • La Roncola del cacciatore, originaria di Pistoia, è un coltello di particolare pregio e rarità, unico nel suo genere, che si distingue non solo per la forma caratteristica e per il fatto di riproporre molteplicità di funzioni rappresentative del suo originario utilizzo ma soprattutto la cura con cui sono realizzati pazientemente a mano, in ogni dettaglio, i vari accessori che la compongono sono: una lama tradizionale di minori dimensioni, un cacciavite, uno sturafocone, un cavaluminelli ricavato in un estensione all’estremità inferiore della molla a cricco e una punta elicoidale che serviva per penetrare nel legno degli alberi trasformando così il manico in un apposito appoggio per prendere meglio la mira. Nel suo genere questo coltello non lo possiamo considerare convenzionale dato che i coltelli toscani erano quasi tutti a molla semplice, difatti anch’esso è a molla fissa ma “a cricco”. Questo pregiatissimo esemplare merita un particolare rispetto nella scaletta dei coltelli storici. È un serramanico dedicato esclusivamente agli appassionati più esigenti, a coloro che , sapendone ammirare ogni piccolo dettaglio anche più nascosto desiderano possedere un pezzo di valore veramente unico.

  • La Roncola d’Avigliano è uno strumento a lama fissa e ricurva dall’origine antica, la funzione principale era quella di tagliare rami, falciare, disboscare, ripulire il cespugliame e per spaccare, veniva usata anche dai cacciatori. Era anche usata dal popolo di Avigliano per aggressioni, ferimenti e omicidi come documenta una casistica del posto, riportata dai registri storici, per i quali “l’arma usata è il coltello”. Anch’esso presenta una fascetta in alpacca e un puntale, la molla è a cricco. La nostra produzione riprende le principali caratteristiche. Qualunque oggetto, qualora possibile, su richiesta del cliente, può essere modificato.

  • La Navaja è il tipico coltello pieghevole spagnolo che per secoli è stato compagno inseparabile delle popolazioni iberiche. Si diffuse particolarmente tra i gitani e le classi popolari, spesso realizzato in grandi dimensioni e con caratteristiche tali da divenire un’arma temibile che veniva maneggiata con grande abilità. Gradualmente però anche i ceti abbienti l’adottarono facendosene realizzare esemplari di dimensioni più contenute e riccamente decorate. Il modello che viene riproposto è tipico dell’Andalusia e veniva fabbricato soprattutto a Siviglia. Noi riproponiamo un pezzo di particolarissimo pregio e rarità, ormai sono ben pochi a dilettarsi nella fabbricazione della Navaja, ma a noi piace anche mantenere le tradizioni, non solo nostre ma anche altrui. I denti all’estremità inferiore della lama che fungono da incastro sulla molla a cricco percorrono quasi tutto il pianetto ed al primo accenno di apertura una lunga serie di scatti accompagnerà la lama fino ad essere completamente aperta. Le fascette ornate interamente a bulino rendono questo pezzo un gioiello di grande classe e raffinatezza. La lama è incisa ad acquaforte e reca la scritta tradizionale “a èl que esta vivora le pica no encontrarà remedio en la botica –Viva Sevilla” (colui che questa vipera punge non troverà rimedio in farmacia). Il manico è intarsiato da bullette di avorio fossile o cervo sambar e da placchette e bullettine di ottone.

  • Riproduzione senza molla del XIX secolo. I tipici coltelli calabresi hanno forme diverse tra loro , sono molto particolari nel design. Quello che la storia ci testimonia è che questi esemplari, in passato, furono rielaborati dagli artigiani di Scarperia, da tali ritocchi ne è risultato Il “torciglione”. Veniva usato come pegno d’amore, nel suo genere, era un gioiello usato anche come corredo femminile. In origine veniva prodotto nei centri di Sersale ed Andali in provincia di Catanzaro. Ad arricchire il nostro repertorio di calabresi storici, viene riprodotto, da noi, anche il pregiato “calabrese con forchetta” che rappresenta, fortemente, l’animo calabrese proprio per la presenza di una forchetta posta sulla parte posteriore del manico. Componente molto complicata da eseguire. Anch’esso veniva prodotto in provincia di Catanzaro nel XIX. è possibile realizzarlo anche in cervo Sambar.

  • Riproduzione senza molla del XIX secolo. I tipici coltelli calabresi hanno forme diverse tra loro , sono molto particolari nel design. Quello che la storia ci testimonia è che questi esemplari, in passato, furono rielaborati dagli artigiani di Scarperia, da tali ritocchi ne è risultato Il “torciglione”. Veniva usato come pegno d’amore, nel suo genere, era un gioiello usato anche come corredo femminile. In origine veniva prodotto nei centri di Sersale ed Andali in provincia di Catanzaro. Ad arricchire il nostro repertorio di calabresi storici, viene riprodotto, da noi, anche il pregiato “calabrese con forchetta” che rappresenta, fortemente, l’animo calabrese proprio per la presenza di una forchetta posta sulla parte posteriore del manico. Componente molto complicata da eseguire. Anch’esso veniva prodotto in provincia di Catanzaro nel XIX. è possibile realizzarlo anche in cervo Sambar.

  • Questo coltello serramanico è la riproduzione fedele di un esemplare del XVII secolo, oggi disperso, ed appartenente ad un monaco dell’eremo di Camaldoli (Arezzo), i documenti storici testimoniano la scritta” Sergius Eremita Camaldolensis” era presente sul retro della lama dell’originale. Un altro originale, identico, è custodito nella sala degli avori del museo nazionale del bargello, a Firenze. La lama a filo e punta è lavorata con acciaio tradizionale ed è incisa ad acquaforte, decorata con ornati, cherubini, uccelli e la figura di un santo. Il manico, in corno di bufalo, è elaborato a intagli lineari ed ha un doppio finale a balaustro, uno dei quali costituisce una forchettina nascosta all’interno, anch’essa in acciaio al carbonio. Questo esemplare è considerato tra i più importanti storicamente parlando.

  • Ogni coltello da caccia a seconda dell’attività venatoria presenta degli specifici utilizzi (scuoiare , squartare, scarnire ecc ), il “coltello da caccia” quindi ha in genere un significato ampio, che contempla una molteplicità di modelli. Per gli artigiani di Scarperia invece un coltello da cacciatore è uno e uno solo ma con diversi utensili proprio per apportare una comodità maggiore nelle tasche dell’adoperante. Il caccia antico tradizionale, diffuso nel XIX sec. monta su di esso un cacciavite, uno sturafoconi (una spilla che serviva a disostruire il focone ) per evitare la cilecca, ed il cavaluminelli che si trova normalmente in fondo al manico e serviva per svitare il luminello del fucile. Questo è il tradizionale caccia antico, noi invece proponiamo anche un esemplare modificato ,dato che la tecnologia balistica dei fucili in generale è cambiata ormai da più di mezzo secolo; al posto dello stura foconi abbiamo inserito uno starnatore per il cacciatore da penna mantenendo lo stesso design del coltello. Anch’esso pur essendo un coltello utile è anche molto pregiato data la lavorazione completamente a mano.

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